domenica 23 aprile 2017

Venerdì all'Arci Pessina di Chiaravalle



     
Via San Bernardo, 17 20139 Milano
         
                     
  CON LA
TICINUM  JAZZBAND
VENERDI 28 APRILE  ORE 21.30

PAOLO TOMELLERI, CARLO BAGNOLI, ALFREDO FERRARIO,
CARLO MARCHESI, STAN CARACCIOLO, CLAUDIO NISI, ACHILLE LEGNAZZI

Per chi vuol ballare (Swing, Boogie Woogie, Blues, Charleston) e per chi vuole ascoltare (Dixieland, Swing), con uno dei migliori gruppi ”storici” del jazz tradizionale italiano.
Ore 20 CENA
PESCE DI FIUME ALLA GRIGLIA CON VERDURE
EURO 15,00 BEVANDE ESCLUSE

Ore 21.30 CONCERTO
entrata euro 10,00 compresa consumazione
PRENOTARSI  ENTRO GIOVEDI MATTINA DEL  27 APRILE  
         tel 3331007280   mail : arci.pessinamilano@hotmail.it

Ingresso con TESSERA ARCI

Video dei seminari della SPC



E' disponibile all'indirizzo qui di seguito il video della conferenza della società di Psicoanalisi critica, con un miglioramenbto anche tecnico sia nella parte audio sia in quella video. Ricordo che anche i precedenti seminari sono accessibii sia dal nostro sito, oppure nella nostra opagina facebook.



https://www.youtube.com/watch?v=V6DO8Mam0W8&t=8887s

venerdì 21 aprile 2017

Save the date: 10 giugno.



  diepicanuova                                                                                                         Arci  Pessina di Chiaravalle                          
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  

DI POESIA E DI PSICOANALISI: L’INDICIBILE SOTTRATTO AL NULLA.
                                SABATO 10 GIUGNO dalle ore 16  alle 19
                                  ARCI PESSINA DI CHIARAVALLE.
Questo progetto nasce in Argentina e, passando attraverso Brasile e Colombia, approderà in Italia e poi in Francia. Le tappe italiane saranno Reggio Calabria e Milano. Un viaggio nella parola poetica e nella critica analitica, ma anche un viaggio in senso proprio di una strana carovana in cammino fra due continenti. Del resto poesia e psicanalisi sono ricerche in divenire. Da più di un secolo sono entrate in relazione e s’interrogano a vicenda, non sempre in maniera simpatetica. Nella tappa milanese i due linguaggi si alterneranno non tanto per cercare risposte ma piuttosto per arricchire la nostra consapevolezza che dietro di sé essi hanno entrambi il continente sconosciuto dell’indicibile che si sforzano di strappare al silenzio.
INTERVENGONO:
Eva Gerace, esercita la psicoanalisi a Reggio di Calabria, ai Caraibi (Col.) e a Buenos Aires. Fondatrice del Circolo Psicoanalitico dei Caraibi. Autrice dei libri Marlon Brando. Quando il desiderio si fa uomo, Educare per Crescere, Io che porto la Giubba e della rivista online a.Verare.
Titolo: Il velo della poesia.
Francesco Idotta, è professore di filosofia, Phd in Filologia presso l'Università statale di Madrid.  Scrittore, saggista e poeta, la sua ricerca ha come oggetto l'alterità e il valore delle differenze.
Titolo: La poesia di Jabier Delgado. Un'esperienza analitica.
María Gabriela Pedrotti, nata a Buenos Aires, è AME della Escuela Freudiana di Bs. As. Sostiene seminari a nome proprio in questa Scuola e ha pubblicato articoli in diversi luoghi. Il suo gusto per la scrittura, in particolare la poesia, l’ha fatto autrice di "Conjugada ", il suo primogenito in poesia.
          Titolo: Celebrazione dell’alterità, poesia e psicoanalisi
Enrique Tenenbaum, pratica la psicoanalisi a Buenos Aires, fondatore e attuale direttore di Trilce / Buenos Aires, Institución del Psicoanálisis, autore di "Lacan el nudo, escrituras impropias de la clínica" (2015), "Poesía y Psicoanálisis, una asociación ilícita"(2016), e altri libri in collaborazione.
           Titolo: La lingua, un organo di resistenza
Gianni Trimarchi è stato professore a contratto presso l'università di Milano Bicocca (Cinema e arti visive), dove ha collaborato con gli insegnamenti di Antropologia dei media e Antropologia della religione. E' nel comitato di redazione della rivista Filosofia in circolo e ha collaborato con Costruzioni psicoanalitiche. Ha pubblicato Lev Vygotskij e le premesse della multimedialità (2007) e vari articoli su riviste specializzate, aventi come oggetto i rapporti fra estetica, antropologia e mediologia. E’ membro della Società di Psicoanalisi Critica

Adriano Voltolin, psicoanalista, Presidente della Società di Psicoanalisi Critica, Direttore dell’Istituto di Psicoterapia Psicoanalitica e docente al Corso di Teoria Critica della Società all’Università di Milano Bicocca. Autore di numerose pubblicazioni tra le quali Melanie Klein (2003) e Critica della mente innocua. Gruppo e legame sociale in Bion (1917), ha diretto dalla sua fondazione la rivista Costruzioni psicoanalitiche Presidente della società di Psicoanalisi Critica.

              Titolo: Masenar paroe

POETI
Nino Iacovella,  è nato a Guardiagrele nel '68. Ha riesordito in poesia con Latitudini delle braccia, deComporre Edizioni, Gaeta, 2013. Ha pubblicato la plaquette La parte arida della pianura, Edizioni Culturaglobale, Cormons, 2015, e il libro d'arte Per chiamare il fuoco, Fiori di torchio, Seregno, 2016. Ha curato, insieme a Sebastiano Aglieco e Luigi Cannillo, l'antologia Passione poesia, CFR, Milano, 2016. E' tra i fondatori e redattori del blog di poesia Perigeion. Vive e lavora a Milano.
Giorgia Meriggi. Nata a Milano nel 1966. A marzo 2017 è uscita nella collana Sottotraccia di Marco Saya Editore la sua prima raccolta poetica dal titolo Riparare il viola.
Maria Pia Quintavalla. Nata a Parma, Libri:Cantare semplice ‘84, Lettere giovani  '90, Il Cantare’91  Le Moradas ’96, Estranea(canzone) 2000, nota di A.Zanzotto, Corpus solum  2002, Album feriale  2005, Selected Poems Gradiva 2008, China 2010, I Compianti 2013/'015, Vitae 2017. Cura Donne in poesia, e Le Silenziose; Bambini in rima, Alfabeta. Tradotta. Collabora a Lettere, Univ. agli studi di Milano
Paolo Rabissi. Scrittore di righe e versi ha pubblicato saggi critici sulla poesia italiana e diverse raccolte di versi tra cui La ruggine, il sale; I contorni delle cose; La solitudine di Schenk. Cura il blog personale www.righeeversi.blogspot.it nonché quello con F. Romanò www.diepicanuova.blogspot.it E’cofondatore con F. Romanò e A. Perrotta della rivista on line www.overleft.it
Franco Romanò scrittore e critico. Ha fondato insieme a Paolo Rabissi il blog diepicanuova (www.diepicanuova.blogspot.it) e la rivista online Overleft insieme a lui e ad Adriana Perrotta (www.overleft.it). E’ coautore del volume Il padre e lo straniero (2016). E' vicepresidente della Società di Psicoanalisi Critica.

A chiusura della manifestazione verrà rivolto un particolare omaggio al poeta Premio Nobel  Derek Walcott, recentemente scomparso, con alcune letture di testi da Omeros e da Prima luce.

mercoledì 19 aprile 2017

Solidarietà con Del Grande

l'avvocata Ballerini

“Non lasciamo solo Gabriele Del Grande”

mercoledì 19 aprile 2017 ore 19:23
Decimo giorno di detenzione in Turchia per il giornalista Gabriele Del Grande, senza che sia stata formalizzata un’accusa a suo carico. Ieri ha potuto chiamare casa, per la prima e unica volta, ma non gli è ancora stato permesso di incontrare il suo avvocato in Turchia, né un rappresentante delle autorità italiane. Il vice console italiano e l’avvocato turco del giornalista sono andati nel carcere dove Gabriele del Grande è detenuto a Mugla, sulla costa egea meridionale della Turchia, ma non hanno ottenuto le autorizzazioni dal governo di Ankara.
In queste ore, in Italia, si sta mettendo in moto la macchina della mobilitazione per chiedere il rilascio di Gabriele, che ieri ha annunciato alla sua famiglia che avrebbe iniziato uno sciopero della fame.
Piero Bosio ha intervistato Alessandra Ballerini, l’avvocata della famiglia Del Grande in Italia.

Avvocata Ballerini, perché anche lei ha deciso di fare lo sciopero della fame?
“E’ uno strumento per dimostrare in maniera tangibile solidarietà nei confronti di Gabriele e per non lasciarlo solo nella sua battaglia”.
In queste ore in diverse città italiane ci sono delle mobilitazioni che lo stesso Gabriele ha chiesto. In che modo potranno servire?
“Servono come sempre a tenere alta l’attenzione, a fare capire che teniamo a lui, che vogliamo che torni immediatamente a casa, che vogliamo che tutte le istituzioni si muovano per ottenere il suo rilascio immediato. Non è normale e non è legale che gli venga privata la libertà personale per dieci giorni, senza aver commesso alcun reato, senza avere ancora avuto la possibilità di parlare con un console o con l’ambasciatore, senza aver potuto parlare con l’avvocato e avendo potuto, solo una volta e per pochi minuti, chiamare casa. E’ veramente una situazione preoccupante ed è per questo che bisogna farsi sentire”.
Secondo lei in questo momento il governo italiano sta facendo abbastanza?
“Noi siamo in continuo contatto con la Farnesina e speriamo che il governo turco presti fede a quello che ha detto – già non l’ha fatto in realtà – e che quindi possa fornire questa nota verbale al nostro ambasciatore e indicare i tempi e i modi del rilascio di Gabriele. Questa cosa doveva già essere stata fatta nei giorni precedenti e non è ancora avvenuta, quindi evidentemente bisognerà farsi sentire con una voce più forte”.
Il viceconsole e l’avvocato turco di Del Grande dovevano incontrarlo. Cosa ci può dire?
“Ad ora non è stato possibile incontrare Gabriele né per l’avvocato né per il viceconsole. Per il viceconsole si sta aspettando un’autorizzazione dal governo di Ankara e che non si sa se arriverà. E’ proprio per questo che si auspica che le nostre istituzioni convincano il ministro turco ad autorizzare l’ingresso del diplomatico. E’ angosciante e molto molto allarmante che un cittadino italiano sia privato da dieci giorni della sua libertà personale e non abbia neanche la possibilità di interloquire con il console”.
Alessandra Ballerini, una sua riflessione finale su questa vicenda…
“Per me è particolarmente faticoso seguire questo caso perché Gabriele è un caro amico da tantissimi anni e quindi l’ansia della famiglia è anche la mia. Non è soltanto una questione legale, è qualcosa di più

Disbbedire è civiltà

reato di solidarietà

“Ho violato la legge davanti a tanta disumanità”

martedì 18 aprile 2017 ore 16:43
“Sì, ho aiutato migranti sprovvisti di documenti, che volevano andare in Germania, a entrare illegalmente da Como in Svizzera. Non me ne pento, lo rifarei, ho agito secondo coscienza. Era impossibile non agire davanti a tanta disumanità”.
Lisa Bosia Mirra, deputata socialista svizzera, parla con noi mentre sta rientrando da una missione umanitaria a Belgrado. La deputata è stata oggetto di un decreto di accusa, con una pena pecuniaria di 8mila euro, e l’avvertimento che se dovesse aiutare ancora i migranti a passare il confine svizzero finirà in carcere. Il ministero pubblico svizzero ha scritto che Lisa Bosia Mirra è stata ritenuta colpevole, secondo le leggi federali, “di ripetuta incitazione all’entrata, alla partenza e al soggiorno illegale di migranti”.
“Sono sorpresa e amareggiata per questa sentenza – ci dice Lisa Bosia – perché non sono state accolte le attenuanti umanitarie. Inoltre è stato respinto il dossier che avevamo presentato e che spiegava cosa accadde a Como nell’estate del 2016, durante l’arrivo di centinaia di migranti. Questo mi preoccupa perché significa che c’è un clima di criminalizzazione verso chi aiuta i migranti”. La deputata socialista presenterà ricorso contro il decreto di accusa nei suoi confronti.
Lisa Bosia Mirra, 44 anni, è anche presidente dell’associazione Firdaus che in arabo significa paradiso.
Nella sua biografia scrive: “Sono sposata da 17 anni con Tarek con cui abbiamo formato una vivace famiglia multiculturale”. Dal 2002 si occupa di migranti e di asilo, in particolare sulle rotte migratorie dei Balcani.
lisa bosia foto a chiudere
Lisa Bosia Mirra, lei è un deputata che ha violato le leggi, favorendo l’ingresso illegale di migranti in Svizzera. Partiamo da qui.
“Sì, l’ho fatto. Non me ne pento, e lo rifarei davanti a tutta quella disumanità che ho visto, in particolare l’anno scorso a Como, quando arrivarono centinaia di migranti”.
Non se ne pente, ma le obiettano che le leggi vanno rispettate.
“Sì è vero le leggi vanno rispettate, ma in questo caso ho risposto prima di tutto alla mia coscienza, alla difesa dei diritti. E poi le leggi che regolano la possibilità dei migranti di attraversare le frontiere sono sbagliate. L’Alto commissariato per i rifugiati (Unhcr) dice che quando un profugo è riconoscibile come tale, non possono essere applicate le normali leggi sull’immigrazione perché evidentemente sarà senza documenti. Gli Stati faticano ad assumere questa posizione, anzi si va sempre più verso una criminalizzazione dei migranti e delle persone che portano loro aiuti”.
Poi ci sono le leggi svizzere e la Costituzione del suo Paese.
“La Costituzione svizzera tutela due valori: il rispetto della legge intesa come ordine pubblico e la dignità umana. Il confronto in aula stabilirà quale di questi due valori deve avere il primato. Questa è la questione di sostanza su cui riflettere: se è vero che la legge va rispettata, la storia è piena di sentenze di principio. Ricordo ai cultori della legge che la schiavitù è stata legge, l’apartheid è stata legge, per fare un esempio. A questo servono i tribunali, a decidere quali leggi possano essere violate in caso di necessità, così come da sempre prevede anche il codice penale svizzero. Credo che a nessuna persona debba essere impedito di mettere in salvo la propria vita, di vivere con la propria famiglia, di cercare di migliorare la propria condizione di vita”.
Mi diceva che ha deciso di aiutare i migranti, anche violando la legge, davanti a quello che vide a Como, al Parco San Giovanni, nel 2016.
“Erano storie di persone torturate in Libia dai trafficanti. Storie di minori non accompagnati. Le situazioni più gravi che vidi erano quelle di un ragazzo di 15 anni, con la ferita da colpo di pistola alla schiena, con il foro di uscita nel costato. Poi un altro ragazzo a cui era stato tagliato un orecchio. E ancora una donna stuprata a lungo, uno che ci ha raccontato di essere stato tenuto a lungo alla catena, un altro con la mascella rotta. Io, davanti a tutto ciò, non potevo non intervenire, non agire”.
Como. Migranti nell'estate 2016
Como. Migranti nell’estate 2016
Lei è accusata di aver accompagnato dei rifugiati oltre il confine in nove casi, tra agosto e settembre 2016. C’è qualcosa che ricorda in particolare?
“Sì, in un uno di questi viaggi avevo in macchina quattro migranti, e quella notte ho avvertito nei loro volti la paura, il terrore, lo stesso sudore freddo che secondo me avevano gli schiavi dell’Alabama che fuggivano dai loro aguzzini. Una cosa per me indimenticabile, che mi ha colpito profondamente”.
Continuerà ad aiutare i migranti ad attraversare illegalmente il confine svizzero?
“Per ora no, perché finirei in carcere e questo non servirebbe a nessuno, non aiuterebbe la causa per cui ci battiamo. Continuerò invece ad aiutare i migranti a Como, dove prevedo nuovi arrivi, in Grecia e sulla rotta balcanica da cui sto rientrando mentre parlo con lei. Chiedo però, e spero che siamo in tanti a farlo, che si stabilisca se quello quello che ho fatto sia da considerare un crimine da punire, oppure sia un atto umanitario da non criminalizzare. Per quanto riguarda l’atto di accusa nei miei confronti andrò senz’altro sino all’ultimo grado di giudizio”.
A proposito del suo viaggio di questi giorni a Belgrado cosa ci può dire?
“La situazione è molto difficile a Belgrado, ci sono 1.500 migranti nella zona centrale della città, chiamata ‘Old Station’, un agglomerato di baracche. Qui ci sono il 50 per cento di migranti provenienti dall’Afghanistan, gli altri da Iraq, Siria e Pakistan. La situazione igienico-ambientale è pessima, molta spazzatura in giro che non viene ritirata. Niente acqua calda, niente toilettes, se non quattro sparuti bagni chimici mobili, assistenza medica di Medici senza Frontiere, cibo fornito dalle organizzazioni indipendenti. E’ un luogo dove i muri parlano della disperazione che circonda i migranti .Qui ho raccolto storie di violenze, pestaggi, torture che hanno subito. E’ questa l’Europa che abbiamo costruito?”.
lisa foto finale a chiudere
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Dal sito donneealtri



aggiornamenti nel sito: www.donnealtri.it Ricordo di Rosetta Stella a Martano

<http://www.donnealtri.it/2017/04/ricordo-di-rosetta-stella-a-martano/> 19 aprile 2017 [image: Ricordo di Rosetta Stella a Martano] <http://www.donnealtri.it/2017/04/ricordo-di-rosetta-stella-a-martano/> Domani, 20 aprile, ci sarà a Martano in Puglia, paese natale di Rosetta Stella, un ricordo della sua figura per iniziativa del Comune di Martano, del nipote Giovanni , di sue amiche e amici. L’incontro si svolge alle 18,30 nella sala consiliare del Comune di Martano, aperto da un saluto del sindaco Fabio Tarantino... In una parola / Antropologia (o una riflessione quasi pasquale) <http://www.donnealtri.it/2017/04/in-una-parola-antropologia-o-una-riflessio
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ne-quasi-pasquale/> Pubblicato sul manifesto il 18 aprile 2017 – La Pasqua, sia che ricordi la resurrezione di Gesù, la liberazione degli ebrei dall’Egitto, il mancato sacrificio di Isacco (per i musulmani), i poteri dell’antica dea babilonese Ishtar (da cui probabilmente Easter…) o le celebrazioni pagane della stagione in cui tutto nasce e rinasce, così icasticamente... _______________________________________________ DomaniDeA mailing list DomaniDeA@lists.women.it https://lists.women.it/listinfo/domanidea

martedì 18 aprile 2017

L'ultimo numero di Doppiozero




la newsletter di doppiozero · 18 aprile 2017
 
La newsletter di questa settimana è ricca di omaggi a personalità che hanno segnato in modo diverso la cultura, l'immaginario e la coscienza italiana, dalla televisione, al teatro, alla memoria. Ecco che Daniele Martino ricorda il dionisiaco e istrionico, cinico e carismatico Gianni Boncompagni, scomparso il giorno di Pasqua, 15 aprile 2017. Quindi in occasione del trentennale della sua morte, doppiozero ripubblica la conversazione tra il chimico torinese Primo Levi e Alberto Gozzi, del 13 gennaio 1985. Il terzo genio che vogliamo ricordare è ovviamente Totò, di cui ricorrono i 50 anni dalla sua scomparsa. Mario Soldati ce lo racconta come “un cadavere elettrizzato”. E così, come Totò amava parlare della morte con sarcasmo e ironia, chiudiamo questa newsletter con un contributo di Ugo Morelli dedicato all'ironia, come possibilità di una lettura alternativa della realtà.
Buona lettura!

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Il dionisiaco mascherato: 30 anni geniali di Gianni Boncompagni
Daniele Martino
Radiotelevisione italiana: la storia di Gianni Boncompagni è incisa nei decenni d’oro della Rai: ci arriva pochi anni dopo l’inizio delle emissioni regolari televisive (1954) e ci resta fino al suo declino, passando a Mediaset (allora Fininvest) per ideare un format che si intitolava Non è la Rai (1991). Buona parte di questi decenni vedono Boncompagni in tandem perfetto, resistente, irresistibile con Renzo Arbore. Boncompagni senza Arbore, dopo Arbore & Boncompagni faceva un po’ malinconia; Arbore senza Boncompagni, dopo Arbore & Boncompagni faceva un po’ malinconia. Ma è morto prima lui, il 15 aprile del 2017, a quasi 85 anni. »

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Conversazione con Primo Levi: “Sono incapace di odio”
Alberto Gozzi
Primo Levi, com’è fatto il suo tavolo di lavoro?
È una scrivania con due facce: c’è una faccia arcaica, classica, con una macchina per scrivere, i cassetti e la cancelleria varia verso Nord, e verso Sud c’è una videoscrivente, che è il mio idolo attuale, a cui mi sono prosternato, dal quale mi sono lasciato corrompere e col quale attualmente scrivo, col quale devo fare i conti, una volta entrati è difficile uscirne. »

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Ironia: non aderire alla convenzioni
Ugo Morelli
 
“Non c'è da meravigliarsi se l'ironia presenta alcuni pericoli, sia per l'ironista che per le sue vittime. La manovra è arrischiata, e come ogni gioco dialettico, riesce solo di stretta misura: un millimetro in meno, - e l'ironista diventa lo zimbello degli ipocriti; un millimetro in più, - e persino lui si inganna insieme alle proprie vittime; far causa comune con i lupi è pura acrobazia e può costar caro a chi è maldestro. »

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Chi sono i terroristi suicidi?
Nome Cognome

Morte di Totò. Sebbene improvvisa (improvvisa la morte e la notizia della morte) sentiamo che ci eravamo preparati: e preparati non in questi ultimi anni, non dall'anzianità di Totò, ma preparati da sempre. L'arte di Totò, come del resto tutta l'arte napoletana, ha un persistente côté funebre. La stessa suprema qualità comica di Totò, si affidava alla rigidità della mimica e delle mosse: il suo corpo, più che un burattino, diventava un cadavere elettrizzato. »